la storia dei 38 breton

38 BRETON – IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
Sono state fatte le prime visite e abbiamo constatato che la maggioranza dei cani è difficile da avvicinare, sono timorosi e guardinghi. Sono cani che hanno vissuto nella deprivazione totale e tutti gli stimoli degli ultimi giorni li hanno, almeno per il momento, fatti chiudere ulteriormente.
La situazione sanitaria tutto sommato discreta. Alcuni cani, i più grandi sono in condizioni decenti mentre altri sono denutriti ,altri ancora sono molto rachitici probabilmente avevano accesso al cibo con difficoltà e presentano problemi di crescita che potrebbero essere riconducibili alle condizioni di vita e alla consanguineità. altri hanno zone con mancanza di pelo, infezioni e dermatite sempre dovuti al luogo in cui vivevano. Sono stati eseguiti alcuni prelievi per il test della filaria e sono risultati, per fortuna, negativi. Siamo in attesa del risultato dei prelievi ematochimici e per la leishamania.I piccoli ospiti sono molto spaventati e intimoriti e le visite al momento non sono state fatte a tutti perché alcuni non sono avvicinabili senza creare altro stress che si aggiungerebbe a quello vissuto in questi giorni
Non sappiamo ancora se sono in grado di indossare una pettorina e andare al guinzaglio. Ci è stato consigliato di andare per gradi e di non forzarli in modo che possano tranquillizzarsi e fidarsi dei volontari di riferimento
E in ultimo, ma non ultimo per importanza, GRAZIE, un grazie enorme per tutto l’aiuto arrivato, l’affetto e la solidarietà di tutti, grazie infinite a chi ha risposto al nostro appello davvero da tutta Italia. La commozione che proviamo non siamo in grado di spiegarvela.
Grazie a GIUSY D’ANGELO e MARCO BRAVI della giunta e Consiglio e Nazionale Enpa che ci hanno portato aiuti e dato preziosi consigli.
Grazie Alla RETE SOLIDALE ENPA che ci supporta in questo momento così delicato e difficile
nei nei prossimi giorni daremo altri aggiornamenti
conto corrente bancario presso Intesa San Paolo
IBAN: IT83G0306909606100000015963
intestato a ENPA Pavia,
nella causale, per favore, scrivete "38 breton" GRAZIE

MARLEY 3

LA STORIA DI MARLEY 3
Agosto è un mese tranquillo, qui da noi. Le persone vanno in vacanza e le città si svuotano e i ritmi sono tutti rallentati. Questa storia accade in agosto, ma non in città, bensì in campagna. Cesare, il giovane uomo protagonista di questa storia, va a fare una rilassante passeggiata con i suoi cani lungo un sentiero di campagna. Fa molto caldo e c’è pace e silenzio. Poi uno dei suoi cani va in mezzo ad una risaia e comincia ad abbaiare insistentemente. Il cane è aduso ad abbaiare agli animali che vede e lui non ci fa più di tanto caso e lo richiama. Ma il cane stavolta non ubbidisce e continua ad abbaiare, allora l’uomo decide di andare a vedere ed entra nella risaia. E il pomeriggio tranquillo si trasforma in un giorno che Cesare non dimenticherà mai: nell’acqua, con il naso appena fuori per respirare, c’è un cane, un bel meticcione fulvo, con un’enorme ferita alla testa, le zampe legate con nastro adesivo e filo elettrico. Il cane è allo stremo, sta per annegare e l’uomo immediatamente lo prende in braccio e lo trasporta a riva. Lo adagia sul bordo del campo, all’asciutto, e chiama i soccorsi. Il cane viene portato in clinica veterinaria: ha una vistosa ferita alla testa causata da un colpo violentissimo e la parte destra del suo corpo paralizzata.
Ha un microchip di un’altra regione, ma la persona che ne risulta proprietaria è irreperibile da oltre un anno e della sua vita lì rimane solo un indirizzo privo di significato e un nome, Marley.
Appena arrivato a Cascina Quadrifoglio Marley era paralizzato ed una generosa famiglia ( grazie Paola, Luca e Monica) ci ha prestato un carrellino per farlo muovere. Marley è stato sottoposto ad un’accurata visita neurologica, ha fatto una tac ed altri accertamenti. Il danno neurologico con le cure e la fisioterapia si è pian piano riassorbito. Ora Marley si alza e cammina, ma non è questo il lato più stupefacente di questa storia. La cosa più incredibile è quanto meraviglioso Marley sia: nonostante la brutalità dell’aggressione subita e l’orribile destino che gli era stato riservato da un essere umano, lui è rimasto straordinariamente buono ed affettuoso, dolce e tenero.
Marley ha conosciuto il peggio dell’uomo, ora sta a noi dimostrargli che c’è anche un’altra umanità, diversa e consapevole che definirsi civili significa cercare di raddrizzare i torti, a chiunque vengano fatti, soprattutto agli innocenti e agli inermi.

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