MARLEY 3

LA STORIA DI MARLEY 3
Agosto è un mese tranquillo, qui da noi. Le persone vanno in vacanza e le città si svuotano e i ritmi sono tutti rallentati. Questa storia accade in agosto, ma non in città, bensì in campagna. Cesare, il giovane uomo protagonista di questa storia, va a fare una rilassante passeggiata con i suoi cani lungo un sentiero di campagna. Fa molto caldo e c’è pace e silenzio. Poi uno dei suoi cani va in mezzo ad una risaia e comincia ad abbaiare insistentemente. Il cane è aduso ad abbaiare agli animali che vede e lui non ci fa più di tanto caso e lo richiama. Ma il cane stavolta non ubbidisce e continua ad abbaiare, allora l’uomo decide di andare a vedere ed entra nella risaia. E il pomeriggio tranquillo si trasforma in un giorno che Cesare non dimenticherà mai: nell’acqua, con il naso appena fuori per respirare, c’è un cane, un bel meticcione fulvo, con un’enorme ferita alla testa, le zampe legate con nastro adesivo e filo elettrico. Il cane è allo stremo, sta per annegare e l’uomo immediatamente lo prende in braccio e lo trasporta a riva. Lo adagia sul bordo del campo, all’asciutto, e chiama i soccorsi. Il cane viene portato in clinica veterinaria: ha una vistosa ferita alla testa causata da un colpo violentissimo e la parte destra del suo corpo paralizzata.
Ha un microchip di un’altra regione, ma la persona che ne risulta proprietaria è irreperibile da oltre un anno e della sua vita lì rimane solo un indirizzo privo di significato e un nome, Marley.
Appena arrivato a Cascina Quadrifoglio Marley era paralizzato ed una generosa famiglia ( grazie Paola, Luca e Monica) ci ha prestato un carrellino per farlo muovere. Marley è stato sottoposto ad un’accurata visita neurologica, ha fatto una tac ed altri accertamenti. Il danno neurologico con le cure e la fisioterapia si è pian piano riassorbito. Ora Marley si alza e cammina, ma non è questo il lato più stupefacente di questa storia. La cosa più incredibile è quanto meraviglioso Marley sia: nonostante la brutalità dell’aggressione subita e l’orribile destino che gli era stato riservato da un essere umano, lui è rimasto straordinariamente buono ed affettuoso, dolce e tenero.
Marley ha conosciuto il peggio dell’uomo, ora sta a noi dimostrargli che c’è anche un’altra umanità, diversa e consapevole che definirsi civili significa cercare di raddrizzare i torti, a chiunque vengano fatti, soprattutto agli innocenti e agli inermi.

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